dal sito Archeologia dello Sport di Lucio Celletti
http://www.archeologiadellosport.com/ARCHEOLOGIA_LETTERARIA5.html
Abbiamo il piacere di presentare un romanzo di Barbara Sarri dal titolo “Regina” che già sta riscuotendo notevole successo, pur se appena uscito.
L’autrice (www.barbarasarri.com) dopo aver scritto due libri sul cavallo, vale a dire RITRATTO DI SCUDERIA - UN LAVORO DA UOMO (Premio Talent Scout Equilibri) e SIPARIO A TRE TEMPI (Premio internazionale Anco Marzio) abbandona stavolta il mondo degli equini e dello sport ippico-equestre, per tratteggiare i sentimenti di una ragazza di trentasette anni, di nome come il titolo lascia facilmente intuire, Regina.
In Regina vediamo un personaggio già maturo, ancora alla ricerca di una propria dimensione: la tetraggine di ciò che non si ha finisce per mescolarsi con la dolce aspirazione di voler colmare i suoi momenti vuoti di solitudine. Il pensiero della protagonista viene sovente a contaminarsi con il normale vivere quotidiano, le variegate e continue suggestioni del mare di Ostia (non solo quello estivo), il tragitto per arrivare al lavoro e le meditazioni che sfiorano Regina durante il lungo percorso, il lavoro presso un notaio con il rigore che le circostanze le impongono, a volte per ordinare un semplice caffè al bar, a volte per custodire segreti di un certo peso.
Regina entra subito nei nostri cuori e nelle nostre menti: si avverte la necessità del personaggio di cogliere il lato bello degli istanti, di farne fotografie di gioia, di carpire le sensazioni per percepire attimi di allegria, ma nel contempo si coglie l’impossibilità di prolungare i momenti di serenità. La speranza e l’inquietudine preferiscono intervallarsi. Un’amica del cuore è la depositaria delle sue aspirazioni e dei suoi segreti e le restituisce reciprocamente confidenze ed intimità.
Da sottolineare una storia ormai agli sgoccioli con un certo Carlo che forse sarebbe meglio chiamarlo secondo noi “dimenti-carlo” (battuta che peraltro rende subito l’idea di una relazione che ha il sapore di una minestra riscaldata).
Poi, inframmezzata dalla forte preoccupazione che il Notaio presso il quale lavora possa fare l’"esoso" (proprio in quel senso!!), arriva una nuova storia nella quale Regina comincia a credere fortemente, con un altro Notaio, tal Francesco di Milano.
Questo è il momento forte del romanzo, preceduto da una serie di episodi che scorrono via come il miglior mare di Ostia. Regina si offre con speranze, obiettivi, desideri, sogni. I sogni, soprattutto quelli ad occhi aperti, mostrano un senso di interminabile, di immenso, di sconfinato, regalano la parvenza di ciò che si vorrebbe sia, ma in fondo sono solo un dono del tempo. Infatti nella storia con Francesco dopo il piacere dell’amore, trascorrono lunghi momenti nell’attesa di telefonate o di Sms che non arrivano.
All’entusiasmo subentra la demoralizzazione, avversario sottile, difficile da combattere, meglio conviverci assecondandone lo sconforto, cercando nel ballo della salsa, un modo per andare avanti, per temperare la malinconia, rivivendo sensazioni e momenti di una serata indimenticabile con Francesco.
Pensare, elucubrare, fantasticare, tratteggiare intenzioni, chissà mai se mai potranno realizzarsi. Regina interpella la sua anima per capire se la depressione che avanza è un dono, perché la costringe a pensare continuamente a Francesco oppure una sventura perché fa riflettere sulle difficoltà di ghermire ciò che vuole. In definitiva si arrovella al pensiero di non riuscire a capire se la sua storia è solo il frutto di un suo progetto filosofico oppure il preannunciarsi di una realtà in cui le cose arrivano lentamente, quando meno te le aspetti.
Tutto questo stillicidio è mirabilmente descritto dall’autrice. Al lettore il piacere dell’intera lettura, per scoprire come finirà la storia e per godere delle tante percezioni della quotidianità “reginiana”. Sicuramente molte donne si riconosceranno in Regina, anche semplicemente in singoli gesti, azioni o pensieri, ma anche gli uomini che piacevolmente si affacceranno alla lettura troveranno senz’altro un modo di agire di una propria sorella, amica, collega............
Il libro, edito dalla Robin Edizioni, si avvale di alcuni marchi di assoluta qualità, la presentazione di due personaggi notissimi come Patrizia Carrano e Franco Di Mare e la prefazione altrettanto autorevole di Mirella Delfini, che con Barbara Sarri cura una recente meritoria iniziativa dal titolo “Bambinosaraitu”, una rivista free press quadrimestrale edita dalla stessa Barbara sotto le insegne della Marguerite Editore sul mondo dei bambini che può essere ritrovata sul web all’indirizzo www.bambinosaraitu.blogspot.com
Lucio Celletti
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venerdì 5 novembre 2010
lunedì 25 ottobre 2010
REGINA, presentazione di Paola Alberti
Presentazione di Paola Alberti al romanzo “Regina” di Barbara Sarri, Robin edizioni, Roma 2010
Ho conosciuto Barbara più di venti anni fa e ho condiviso con lei un'avventura meravigliosa, quella di “Penne arrabbiate”, un movimento letterario che fondai a Pisa nel giugno del 1996, che aveva tutta la forza dei sogni e delle speranze di sei, allora, aspiranti scrittori che credevano nella leggerezza di calviniana memoria. Ho sempre creduto nella sua grande capacità di “raccontare una storia” e di riuscire a capire l'universo femminile e “Regina” è la chiara dimostrazione che tutto ciò è vero. Barbara ha tirato fuori dal nostro “tinello letterario”- così fu ribattezzata dai media la stanza di casa mia, zeppa di libri e giornali, dove si incontravano le “Penne arrabbiate”-una “ricetta speciale” per parlare al cuore delle donne, raccontando le vicende di Regina, una segretaria che si ritrova a vivere e a lavorare a Roma, travolta dai ritmi della grande città, disillusa nell'amore, testimone suo malgrado dell'incomprensione maschile, ma accompagnata sempre dal “respiro poetico” del mare di Ostia. Regina è un nome importante, richiama alla memoria il concetto latino di “domina”, di “donna angelicata”, come a voler sottolineare ancor di più il “male di esistere” e di essere donna, tutti i giorni, passando attraverso esperienze che ti possono segnare per sempre, come l'amore tradito e calpestato o la pillola del giorno dopo. Regina è una di noi, una nostra sorella che, per un po', divide con noi la strada da percorrere tutti i giorni e quel cartello che indica il grande raccordo anulare nella bella grafica della copertina, curata da Giuseppe Benci, è significativo, sembra quasi un monito per quelle donne che, ogni giorno, in una grande città rischiano di perdersi, di non riuscire “a regnare al centro di sé, ad avere diritto ad un proprio spazio, a una stanza tutta per sé”, per dirla con Grazia Livi. “Regina” è un personaggio vivo, come succede sempre in un buon libro, che può diventare, almeno per un po', un ottimo compagno di viaggio.
Ho conosciuto Barbara più di venti anni fa e ho condiviso con lei un'avventura meravigliosa, quella di “Penne arrabbiate”, un movimento letterario che fondai a Pisa nel giugno del 1996, che aveva tutta la forza dei sogni e delle speranze di sei, allora, aspiranti scrittori che credevano nella leggerezza di calviniana memoria. Ho sempre creduto nella sua grande capacità di “raccontare una storia” e di riuscire a capire l'universo femminile e “Regina” è la chiara dimostrazione che tutto ciò è vero. Barbara ha tirato fuori dal nostro “tinello letterario”- così fu ribattezzata dai media la stanza di casa mia, zeppa di libri e giornali, dove si incontravano le “Penne arrabbiate”-una “ricetta speciale” per parlare al cuore delle donne, raccontando le vicende di Regina, una segretaria che si ritrova a vivere e a lavorare a Roma, travolta dai ritmi della grande città, disillusa nell'amore, testimone suo malgrado dell'incomprensione maschile, ma accompagnata sempre dal “respiro poetico” del mare di Ostia. Regina è un nome importante, richiama alla memoria il concetto latino di “domina”, di “donna angelicata”, come a voler sottolineare ancor di più il “male di esistere” e di essere donna, tutti i giorni, passando attraverso esperienze che ti possono segnare per sempre, come l'amore tradito e calpestato o la pillola del giorno dopo. Regina è una di noi, una nostra sorella che, per un po', divide con noi la strada da percorrere tutti i giorni e quel cartello che indica il grande raccordo anulare nella bella grafica della copertina, curata da Giuseppe Benci, è significativo, sembra quasi un monito per quelle donne che, ogni giorno, in una grande città rischiano di perdersi, di non riuscire “a regnare al centro di sé, ad avere diritto ad un proprio spazio, a una stanza tutta per sé”, per dirla con Grazia Livi. “Regina” è un personaggio vivo, come succede sempre in un buon libro, che può diventare, almeno per un po', un ottimo compagno di viaggio.
Paola Alberti scrittrice e giornalista
La compagnia del delitto
venerdì 1 ottobre 2010
Regina
Prefazione di Mirella Delfini“La storia di una donna in una Roma meravigliosa ma immensa che lascia vuoti al cuore. Le vicende di Regina coinvolgono tutti noi, e ci fanno assaporare la passione e la purezza di una single di oggi.”
Franco di Mare
”Barbara Sarri nasce come poetessa e in questo libro si coglie ad ogni riga la sua primitiva vocazione. Benché la protagonista si misuri con scogli e risacche che appartengono a quasi tutti i destini femminili, benché la prosa sia scarna e asciutta, fra le pagine del suo romanzo, profondo e avvincente, circola molta, moltissima poesia.”
Patrizia Carrano
Dal 30 settembre è in libreria il nuovo romanzo di Barbara Sarri edito dalla casa editrice Robin:
“Siamo un pò come le matriosche, noi donne, ci confondiamo una dentro l’altra cambiando nel tempo. La domanda è quante Regine ci sono ancora da scoprire”. Racconta Regina la protagonista del libro. Regina ha trentasette anni, fa la segretaria e vive sola in un monolocale a Ostia.
Esce da una convivenza di qualche anno e passa il suo tempo libero con l'amica del cuore alla quale confida ogni cosa; ha poche ambizioni e tanti sogni. È una donna come molte altre e molte infatti saranno quelle che si specchieranno in lei entrando nelle pagine di questo libro; nelle sue insicurezze e nelle sue paure, nei suoi desideri e soprattutto nei confini emozionali da attraversare. Il mare di Roma è il quieto, a volte aggressivo, ma sempre presente compagno delle sue avventure. Il romanzo è patrocinato dalle Biblioteche di Roma, dal Comune di Pisa e dal Comune di Casciana Terme. La copertina è un'opera grafica di Giuseppe Benci.
http://www.robinedizioni.it/regina
Barbara Sarri esordisce nel 1999 con l' Antologia di Penne Arrabbiate “La consistenza” (casa editrice Jaca Book). Nel 2001 vince il Premio Talent Scout Equilibri e pubblica il suo primo romanzo “Ritratto di scuderia. Un lavoro da uomo”. Nel 2005 pubblica il romanzo “Sipario a tre tempi” (casa editrice Equitare, Premio Internazionale Anco Marzio “Un libro per voi”) nel 2006 pubblica la silloge di poesia “Una stanza fuori” (Zona editore). Nel Marzo 2007 viene eletta “Donna dell’anno” per la sezione cultura dal Tredicesimo Municipio del Comune di Roma.
Nel 2008 redige con la scrittrice e giornalista Mirella Delfini una pubblicazione a distribuzione gratuita dedicata ai piccoli e al mondo naturale “Bambino sarai tu!” della quale è anche editore. Collabora con varie testate giornalistiche.
mercoledì 8 settembre 2010
Un nuovo romanzo, una nuova storia per le donne di oggi
E' in arrivo in libreria il mio nuovo romanzo edito dalla casa editrice Robin .
In quarta di copertina i contributi di Patrizia Carrano e Franco di Mare, la prefazione è di Mirella Delfini.
Il romanzo è patrocinato dalle Biblioteche di Roma, dal Comune di Pisa e dal Comune di Casciana Terme.
In quarta di copertina i contributi di Patrizia Carrano e Franco di Mare, la prefazione è di Mirella Delfini.
Il romanzo è patrocinato dalle Biblioteche di Roma, dal Comune di Pisa e dal Comune di Casciana Terme.
Ecco a voi l'immagine di copertina creata dalla grafica
di Giuseppe Benci:
Cercatelo dal 30 Settembre in libreria!
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